Counseling per l’espatrio/reimpatrio

Molti di noi si trovano ad affrontare l’esperienza dell’espatrio, talvolta come scelta di vita oppure come opportunità/necessità professionale da non perdere.

Se in generale si tratta di esperienze ricchissime in termini di crescita personale, è innegabile che si accompagnino, soprattutto in una fase iniziale, a sentimenti di sbandamento e confusione a causa della perdita improvvisa dei punti di riferimento che, anche inconsapevolmente, rappresentano il nostro contenitore di certezze.

Trovarsi improvvisamente in un paese straniero, con delle barriere linguistiche,  una cultura e delle consuetudini diverse, dove i prodotti del supermercato sono di marche a noi sconosciute, a volte con un alfabeto diverso persino nei numeri (come nel caso dei paesi arabi), senza un network di amicizie consolidate, genera necessariamente sentimenti destabilizzanti.

Ciò è vero soprattutto se la persona che li vive è un “partner al seguito” di chi ha il sostegno dell’azienda per cui lavora.

Di fatto, l’azienda per cui si lavora all’estero contribuisce fattivamente ad attribuire un senso più forte e compiuto all’esperienza di espatrio rispetto al partner che accompagna il dipendente/consulente espatriato.

Il Counseling per il sostegno all’espatrio, come dice il termine stesso, accompagna la persona in quella fase di elaborazione emotiva dello shock iniziale, in modo da mettere in moto le risorse dell’individuo alla ricerca di un proprio senso per vivere al meglio la nuova esperienza sfruttando le infinite sfide e opportunità offerte da ogni nuova occasione di uscire dalla propria zona di comfort.

Al tempo stesso, anche il reimpatrio, può essere un’esperienza destabilizzante per motivi simili.

Oltre alla perdita di vecchi punti di riferimento a cui ci eravamo faticosamente adattati, talvolta l’esperienza del reimpatrio viene vissuta con quella sensazione di essere nella “terra di nessuno”.

Le esperienze che abbiamo fatto ci rendono una persona diversa e spesso, parlando con “chi è rimasto”, si ha la sensazione di non essere più compresi e di essere guardati con occhi diversi.

Realizziamo quindi di dover compiere un ulteriore processo di riadattamento perché la vita e il modo di vivere il  nostro paese di origine non potrà più essere lo stesso di prima (senza contare gli aspetti economici decisamente più penalizzanti…).

Senza contare il caso in cui avevamo lasciato il nostro lavoro per seguire la famiglia all’estero, e la necessità di trovare una nuova occupazione in cui perseguire la nostra autorealizzazione diventa il fulcro di un nuovo adattamento funzionale.

Anche in questo frangente, può essere utile un accompagnamento verso una nuova fase della vita piena di sfide e di opportunità, fatto di accoglienza, comprensione profonda, informazione, identificazione di nuovi orientamenti e coaching verso il raggiungimento di nuove mete.

È sufficiente contattarmi in uno dei tanti modi possibili, per stabilire insieme modalità e tempi di ciascun incontro.

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